Una catena di carità

Gennaio 2021

Una catena di carità. Così abbiamo definito l’esperienza di solidarietà e collaborazione che in questi mesi del 2020 abbiamo sperimentato nella nostra comunità. Sono state tante le donazioni di persone singole che hanno voluto collaborare donando qualcosa in denaro o cibo: gli scaffali che abbiamo disposto all’ingresso della nostra chiesa non sono mai rimasti vuoti perché in tanti hanno continuamente portato delle buste con alimenti vari; alcuni gruppi privati di sportivi hanno messo insieme le forze e hanno collaborato con grandi e importanti spese alimentari e non solo; qualche associazione ha contribuito anche con una spesa importante di materiale per l’igiene personale; alcuni market si adoperano sempre e in tanti modi per dare anche il loro contributo. Insomma sono stati davvero dei tempi in cui, nonostante la pandemia e la crisi che ne è derivata, non è mancato un gesto di solidarietà che ha smosso il cuore di tutta la comunità. Si è giunti poi all’iniziativa UNA BUSTA DI CARITA’ arrivata alla sua terza edizione. Nel fine settimana del 12 e 13 Dicembre tutti coloro che hanno partecipato alle Messe sono arrivati in chiesa con in mano una busta di viveri; davvero una busta di carità. Abbiamo riempito le gradinate del presbiterio come segno di una carità offerta al Signore per i più bisognosi. Ogni volta che viviamo questa semplice e singolare iniziativa ci sembra di rivivere ciò che gli Atti degli apostoli raccontano sulle prime comunità cristiane: “Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune e dividevano con tutti”. Spesso pensiamo che gli scafali all’ingresso o tutte quelle buste ai piedi dell’altare siano un po’ irriverenti per il luogo sacro: ma ciò che questi segni rappresentano ci rimandano a quello spirito concreto di carità che deve caratterizzare ogni comunità. Il significato delle cose supera a volte l’estetica, poco gradevole, proprio perché rimanda a un valore ancora più grande. In questa grande opera di carità, che è uno dei motori della vita quotidiana e che questa pandemia ha un po’ risvegliato, sempre, in prima linea, c’è stata la nostra Conferenza Vincenziana che ha prestato il proprio servizio e collaborazione. Ancora di più in questi mesi i volontari della conferenza si sono dati da fare per accogliere le veterane e le nuove famiglie che continuano a chiedere aiuto. Mensilmente, per ben due volte, si lavora in maniera instancabile per preparare ciò che può essere un aiuto per tanti; per Natale ci sono stati doni in quantità maggiore pensando specialmente ai più piccoli. La Conferenza Vincenziana opera come una piccola comunità di carità dentro l’intera comunità parrocchiale. Un lavoro fatto nel silenzio e nella testimonianza e che opera in tutte le parrocchie di Quartu e in modo straordinario nella Mensa del Viandante che rappresenta un polo di carità indispensabile per molti. Ci sono stati anche nuovi ingressi di volontari nella Conferenza in questi mesi, segno di un desiderio di mettere a disposizione il proprio tempo e generosità. Non smetteremo mai di dire che ciascuno, nel poco o nel molto, nel tempo o in altro, può dare qualcosa agli altri: “Con quella moneta, la vedova, ha messo tutto ciò che aveva” senza guardare quello che fanno gli altri, ma con il cuore e la vita rivolti solo al Signore e al prossimo bisognoso. Le porte della conferenza sono sempre aperte e chi volesse dare una mano è sempre ben accetto.

Grazie davvero a tutti sperando che questa CATENA DELLA CARITA’ non si interrompa mai!